
Ritorno sulla Luna: la NASA svela i piani per Artemis III e IV

(L'infografica della NASA illustra il piano operativo della missione Artemis III: quattro astronauti voleranno in orbita terrestre bassa per verificare i sistemi critici dei futuri allunaggi, effettuando le operazioni di aggancio sia con il Blue Moon Mark 2 sia con Starship prima del rientro sulla Terra) La NASA ha fatto il punto sul programma Artemis per spiegare cosa aspettarsi dalle prossime missioni. Molti elementi erano già noti, ma la conferenza stampa ha spiegato cosa si propongono le missioni Artemis III, che rimarrà in orbita terrestre, e Artemis IV, la missione che dovrebbe riportare l'uomo sulla Luna. Per prima cosa la NASA ha fatto sapere che nel Vehicle Assembly Building, il grande capannone dove viene assemblato il grande razzo SLS, i team hanno completato la fase iniziale di assemblaggio dei due razzi ausiliari a propellente solido di Artemis IV, quelli cioè che stanno a fianco del grande serbatoio principale, il "Core Stage arancione", al quale dovrebbero essere integrati nei prossimi giorni. L'SLS di Artemis III, invece è già pronto e attende l'integrazione della navicella Orion. Per quest'ultimo non ci sarà un secondo stadio, che serve per la spinta finale alla Luna, perché la missione rimarrà in orbita terrestre. Ma andiamo con ordine...

(L'infografica della Nasa mostra le operazioni che porteranno al compimento della missione Artemis IV con Blue Origin.) Prevista per il 2027, Artemis III non atterrerà sulla Luna. Si svolgerà in orbita terrestre bassa e servirà a verificare le operazioni fondamentali delle missioni successive. L'equipaggio di Orion farà rendezvous, ossia un attracco con due lander commerciali: il Blue Moon Mark 2 di Blue Origin e una versione di test della Starship V3 di SpaceX. Sarà la prima volta che la NASA mette alla prova in volo la compatibilità tra Orion e due sistemi di allunaggio sviluppati da aziende private.L'equipaggio di Artemis III sarà composto dal comandante Randolph Bresnik, dal pilota Luca Parmitano che avrà il compito di agganciarsi ai due moduli lunari e dagli specialisti di missione Frank Rubio e Andre Douglas. Membro dell'equipaggio di riserva è Bob Hines. La missione è considerata importante perché permetterà di capire quale tra il lander Blue Moon e Starship è più avanti nell'essere pronto alla missione che nel 2028 dovrebbe
portare un equipaggio sul nostro satellite. Al momento, stando ai piani di alcuni anni fa, dovrebbe essere Starship la nave spaziale prescelta per il primo atterraggio umano sulla Luna del nuovo millennio, tuttavia le difficoltà incontrate da Spacex in questi anni hanno spinto la NASA a chiedere a Blue Origin di accelerare la costruzione del proprio modulo lunare e così si è arrivati a questa specie di sfida che vedrà un vincitore dopo la missione di Artemis III. mUno stadio superiore servirà invece ad Artemis IV per arrivare alla Luna. Ma paradossalmente non si sa ancora con certezza quale sarà questo stadio superiore. La situazione infatti, è questa: l'Interim Cryogenic Propulsion Stage (ICPS) è uno stadio superiore "provvisorio", derivato dal razzo Delta IV.
La NASA ne ha fatti costruire soltanto tre: uno per Artemis I (già usato), uno per Artemis II (già usato) e uno che inizialmente doveva servire per Artemis III, ma poiché ora non serve più quel terzo ICPS è stato spostato su Artemis IV. La corsa contro il tempo per il nuovo stadio del razzo. Il dubbio è sorto perché, nel frattempo la NASA ha deciso che il futuro dell'SLS non sarà.......