Un meteorite del Sahara potrebbe appartenere a un pianeta scomparso, grande come la Luna

(Una sezione trasversale del meteorite NWA 12774. Il cerchio verde è un cristallo di olivina, un minerale ricco di magnesio. John Kashuba) Analizzando questa formazione rocciosa trovata nel Sahara, gli scienziati hanno scoperto le tracce di un protopianeta grande come la Luna, distrutto in una collisione miliardi di anni fa.Oltre 4,5 miliardi di anni fa, mentre il giovane Sole era ancora circondato dal disco di gas e polvere da cui sarebbero nati i pianeti, un corpo celeste enorme – forse grande quanto la Luna, forse addirittura quanto Marte – percorreva un'orbita instabile in quel caos primordiale. Poi, in una violenta collisione, andò in frantumi. Per miliardi di anni di quel mondo non è rimasta traccia: nessun pianeta, nessuna luna, nessun asteroide che ne portasse il nome. Solo pochi frammenti, dispersi nello spazio, in attesa di essere ritrovati.Oggi un gruppo di ricercatori guidato dall'Università del Colorado Boulder afferma di aver trovato la prima prova diretta dell'esistenza di questo "embrione planetario" perduto, tecnicamente chiamato protopianeta.

(Immagine a raggi X di NWA 12774. © John Kashuba) Lo studio, pubblicato sulla rivista Earth and Planetary Science Letters, descrive un percorso di formazione planetaria mai osservato prima. «È incredibile pensare che un tempo esistesse un mondo così grande», ha dichiarato Aaron Bell, professore associato di ricerca presso il Dipartimento di Scienze della Terra della CU Boulder e primo autore dello studio. «Sappiamo della sua esistenza solo perché alcuni frammenti sono atterrati sulla Terra. Questi meteoriti hanno conservato le prove di un percorso completamente diverso attraverso cui si sono formati i primi pianeti».Un raro meteorite del Sahara. La svolta arriva da un sasso raccolto nel deserto del Sahara, probabilmente in Mauritania: il meteorite Northwest Africa (NWA) 12774, appartenente alla rarissima famiglia delle "angriti". Le angriti sono tra le rocce vulcaniche più antiche mai identificate nel Sistema Solare, formatesi appena pochi milioni di anni dopo la nascita del Sole, circa 4,56 miliardi di anni fa. E sono estremamente rare: su oltre 80.000
meteoriti trovati finora sulla Terra, soltanto 68 appartengono al gruppo delle angriti.Ciò che ha sempre incuriosito gli scienziati è la loro composizione chimica anomala: a differenza di Terra, Marte e degli altri pianeti rocciosi, le angriti contengono pochissima silice (biossido di silicio), un ingrediente presente in quasi tutti i mondi terrestri conosciuti. Proprio per questo, fino ad oggi, si riteneva che le angriti provenissero da piccoli asteroidi con un raggio inferiore ai 200 chilometri. Come ha spiegato Bell alla rivista Scientific American, finora «la maggior parte degli studiosi considerava le angriti come provenienti da un corpo di dimensioni asteroidali».Un anno di calcoli per ricostruire pressioni "impossibili"Analizzando NWA 12774, Bell e colleghi però, hanno individuato al suo interno cristalli di clinopirosseno, un minerale comune nella crosta e nel mantello terrestre.
Quel clinopirosseno, tra l'altro, presentava livelli di alluminio insolitamente elevati: un segnale che si fosse formato sotto una pressione fortissima, nelle profondità di un corpo ben più grande di un semplice asteroide. Per capire quanto grande dovesse essere quel corpo, il team ha sviluppato e testato per circa un anno un modello computazionale in grado di ricostruire..........