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domenica 8 febbraio 2026

Hanno trovato qualcosa sulla Luna… e l’hanno nascosto

Hanno trovato qualcosa sulla Luna… e l’hanno nascosto

UFO sulla Luna, Apollo Segreto e Alieni Antichi: Il Mistero che Nessuno Vuole Spiegare Questo video - Live spazia tra tutte o quasi le categorie di mistero che trattiamo in questo canale Yotube. La Luna non è solo un satellite naturale. È un enigma. Da sempre ha affascinato 


filosofi, scienziati, artisti e civiltà antiche, ma negli ultimi decenni qualcosa ha iniziato a non tornare: avvistamenti UFO, missioni Apollo controverse, testimonianze censurate, strutture anomale, teorie su una Luna artificiale, basi aliene e presunte civiltà scomparse. In questo video analizziamo decenni di misteri lunari, mettendo insieme:

le teorie sulle origini della Luna gli avvistamenti UFO durante le missioni Apollo la testimonianza chiave di Donna Harei racconti su Apollo 11, Apollo 13 e la presunta Apollo 20 il caso dell’“aliena Monna Lisa” le visioni della remote viewing della CIA e gli incredibili avvistamenti moderni di oggetti che entrano ed escono dalla Luna Non troverai conclusioni forzate, ma domande scomode, documenti, testimonianze e fatti spesso ignorati o liquidati troppo in fretta. La Luna è solo un corpo celeste…o nasconde qualcosa che ancora oggi non siamo pronti ad accettare? Da : Gabriele Lombardo - Le Cronache Svelate Link

sabato 7 febbraio 2026

Sfere di Dyson potrebbero essere fisicamente stabili

Sfere di Dyson: nuovi studi indicano che potrebbero essere fisicamente stabili

Per lungo tempo le sfere di Dyson sono state considerate un’idea affascinante ma irrealizzabile, confinata più alla fantascienza che alla scienza teorica. Oggi, tuttavia, nuovi studi suggeriscono che queste ipotetiche megastrutture potrebbero non violare le leggi della fisica, almeno in particolari condizioni astrofisiche. Il concetto di sfera di Dyson fu proposto nel 1960 dal fisico teorico Freeman J. Dyson come possibile soluzione al fabbisogno energetico di una civiltà tecnologicamente avanzata. L’idea consiste nel circondare una stella con una struttura artificiale in grado di intercettare gran parte della sua energia irradiata. Fin dall’inizio, però, il modello ha sollevato forti perplessità: una sfera rigida intorno a una stella sarebbe infatti dinamicamente instabile, soggetta a forze gravitazionali tali da portarne al collasso o alla distruzione.

Il contributo dei nuovi modelli teorici. Recenti analisi basate su modelli matematici e simulazioni numeriche indicano che la stabilità potrebbe essere raggiunta in sistemi stellari binari, in cui due stelle orbitano attorno a un centro di massa comune. In particolare, una sfera o struttura simile costruita attorno alla stella di massa minore potrebbe mantenere una configurazione stabile grazie all’equilibrio tra le forze gravitazionali delle due stelle. Questi studi non propongono una sfera solida nel senso classico, ma configurazioni più realistiche come sciami di satelliti o anelli artificiali, concetti già noti in ambito ingegneristico e astrofisico. In tali scenari, la megastruttura non sarebbe un unico corpo rigido, ma un insieme coordinato di elementi orbitanti, riducendo drasticamente i problemi di instabilità.

Implicazioni per la ricerca di civiltà extraterrestri. L’interesse scientifico verso le sfere di Dyson non è limitato all’ingegneria teorica. Queste strutture rientrano infatti tra i possibili “tecnosegnali”, ovvero tracce osservabili di attività tecnologica aliena. Una megastruttura in grado di assorbire l’energia di una stella la riemetterebbe inevitabilmente sotto forma di radiazione infrarossa, creando una firma energetica potenzialmente rilevabile dai telescopi. Negli ultimi anni, diversi programmi di ricerca hanno analizzato cataloghi astronomici alla ricerca di stelle con emissioni anomale compatibili con questo scenario. Sebbene finora non siano state trovate prove conclusive, l’affinamento dei modelli teorici aiuta a definire meglio dove e come cercare.


Tra possibilità teorica e limiti tecnologici. Gli scienziati sottolineano che dimostrare la stabilità fisica di una sfera di Dyson non equivale a dichiararne la fattibilità pratica. Le quantità di materiale richieste, il controllo orbitale su scala stellare e le difficoltà ingegneristiche restano enormi, ben oltre le capacità tecnologiche attuali dell’umanità. Tuttavia, il valore di questi studi risiede nel fatto che la fisica non esclude più a priori tali megastrutture. In questo senso, le sfere di Dyson passano da essere un puro esercizio di immaginazione a un’ipotesi scientificamente esplorabile, utile sia per comprendere i limiti dell’ingegneria avanzata sia per ampliare le strategie di ricerca di vita intelligente nell’Universo. Gabry58

venerdì 6 febbraio 2026

La misteriosa tavoletta di Kish

La misteriosa tavoletta di Kish 

Tra i reperti più affascinanti della Mesopotamia antica, la **tavoletta di Kish** occupa un posto speciale. Piccola, fragile e apparentemente semplice, questa tavoletta d’argilla ha alimentato per decenni il dibattito tra archeologi, linguisti e storici della scrittura. Il suo mistero non riguarda solo ciò che contiene, ma soprattutto **quando** e **come** sia stata realizzata. La tavoletta di Kish fu rinvenuta all’inizio del XX secolo durante gli scavi archeologici nella città di **Kish**, nell’attuale Iraq. Kish era uno dei più antichi e importanti centri urbani della Mesopotamia, fiorito tra il IV e il III millennio a.C. La tavoletta risale approssimativamente al **3300–3500 a.C.**, un periodo cruciale per la nascita della scrittura.

Ciò che rende la tavoletta così enigmatica è il suo contenuto: una serie di **segni incisi**, non ancora pienamente riconducibili alla scrittura cuneiforme classica. I simboli sembrano essere una forma **proto-scrittoria**, a metà strada tra semplici pittogrammi e un vero sistema linguistico strutturato. Alcuni studiosi ritengono che questi segni rappresentino **numeri, oggetti o concetti amministrativi**, forse legati al commercio o alla gestione delle risorse. Altri ipotizzano che si tratti di un esperimento preliminare di scrittura, precedente alla standardizzazione sumera. Il grande interrogativo è proprio questo: **la tavoletta di Kish è una delle più antiche testimonianze di scrittura della storia?**

Tradizionalmente, il primato viene attribuito alle tavolette di **Uruk**, ma la tavoletta di Kish potrebbe essere contemporanea — o addirittura leggermente precedente. La difficoltà sta nella datazione precisa e nell’interpretazione dei segni: se non rappresentano un linguaggio vero e proprio, possiamo comunque parlare di “scrittura”?

Oggi la tavoletta di Kish è conservata in un museo ed è oggetto di studi continui. Nuove tecnologie, come l’imaging multispettrale e l’analisi digitale dei segni, stanno aiutando gli studiosi a riconsiderare vecchie ipotesi. Tuttavia, il mistero rimane: **si tratta dell’alba della scrittura o solo di un sofisticato sistema di simboli?**

La tavoletta di Kish non è solo un reperto archeologico, ma una finestra su uno dei momenti più rivoluzionari della storia umana: il passaggio dalla preistoria alla storia scritta. Capire il suo significato significa avvicinarsi alle origini del pensiero organizzato, dell’amministrazione e, in ultima analisi, della civiltà stessa. Gabry58

martedì 3 febbraio 2026

Area 51 dell’Egitto Svelate le foto un mistero sepolto da decenni

 Area 51 dell’Egitto Svelate le foto un mistero sepolto da decenni

Per oltre mezzo secolo è rimasto nascosto, sorvegliato dai soldati e avvolto dal silenzio. Oggi, finalmente, emergono delle rarissime fotografie che mostrano uno dei siti archeologici più enigmatici d’Egitto, tanto da essersi guadagnato il soprannome di “Area 51 dell’Egitto”Siamo a soli 5 chilometri dalle Piramidi di Giza, nel cuore di un’area chiamata Zawyet El Aryan. Qui non troviamo una piramide visibile, né templi o statue monumentali. Al contrario, ciò che colpisce è una immensa fossa a forma di T, scavata nel calcare per oltre 30 metri di profondità, rivestita da blocchi di granito colossali. Un luogo inquietante, silenzioso, e ancora oggi inspiegabile. A portare alla luce questo sito, all’inizio del Novecento, fu l’archeologo italiano Alessandro Barsanti. Le fotografie che scattò in quell’epoca sono, ad  oggi, l’unica documentazione completa esistente del complesso. Ed è proprio grazie a lui che possiamo farci un’idea di ciò che si cela sotto la sabbia. Le immagini mostrano un 

pozzo impressionante che sprofonda nella roccia naturale per circa 30,5 metri. Le pareti sono lisce, perfettamente rifinite nel calcare, mentre il pavimento è composto da enormi blocchi di granito: ciascuno lungo 4,5 metri, spesso 2,5 metri e con un peso che può arrivare a 8 tonnellate. Un lavoro titanico, soprattutto se si considera che il terreno circostante è già calcareo.

Eppure, la struttura non fu mai completata. In superficie non esiste alcuna sovrastruttura: niente piramide, niente edificio. Solo lo scavo sotterraneo. Il mistero si infittisce quando Barsanti nota sulle pareti graffiti tracciati con inchiostro nero e rossoUna delle iscrizioni più enigmatiche recita: “Seba-[sconosciuto]-Ka”, parole che in egiziano antico rimandano ai concetti di stella ed essenza vitale. È forse il nome del costruttore? O un riferimento simbolico a una figura di grande importanza? Nessuno può dirlo con certezza.

Al centro del complesso si trova una camera che custodisce una vasca ovale in granito, chiusa da un coperchio anch’esso in granito. Quando Barsanti la aprì, riferì di aver trovato tracce di una sostanza sconosciuta, oggi purtroppo scomparsa. La vasca misura circa 3........

lunedì 2 febbraio 2026

La Luna ci sorprende ancora scoperti Nanotubi di carbonio naturali

 La Luna ci sorprende ancora scoperti  Nanotubi di carbonio naturali

Per anni abbiamo dato quasi per scontato che alcuni materiali potessero nascere solo grazie all’ingegno umano e a tecnologie estremamente sofisticate. I nanotubi di carbonio a parete singola rientravano perfettamente in questa categoria: strutture microscopiche, ordinate con precisione atomica, producibili sulla Terra solo in laboratori altamente controllati.E invece no. La natura, ancora una volta, è riuscita a stupirci. La scoperta arriva direttamente dalla Luna. Analizzando i campioni di suolo lunare riportati sulla Terra dalla missione cinese Chang’e 6, un team di ricercatori della Jilin University ha individuato, con microscopi elettronici ad altissima risoluzione, nanotubi di carbonio a parete singola formatisi spontaneamente all’interno della regolite lunare.

Il punto davvero sorprendente non è solo cosa è stato trovato, ma come. Sulla Terra, per produrre questi nanotubi sono necessari forni a temperature elevatissime, ambienti sotto vuoto e catalizzatori metallici selezionati con estrema precisione. Sulla Luna, invece, nessun laboratorio: solo un ambiente caotico e ostile.Secondo gli scienziati, la combinazione di impatti continui di micrometeoriti, antica attività vulcanica e vento solare avrebbe vaporizzato il carbonio presente in superficie. Raffreddandosi in modo rapidissimo, questo carbonio avrebbe poi incontrato minuscole particelle di ferro nel suolo lunare, che hanno agito da catalizzatori naturali, guidando la formazione dei nanotubi. Finora si sapeva che strutture più semplici, composte da più strati, potevano formarsi spontaneamente anche sulla Terra, ad esempio nella cenere o nel carbone. Ma i nanotubi a parete singola sono molto più delicati e complessi, tanto da essere considerati fuori dalla portata dei processi naturali. Ancora una volta, la scienza ha dovuto rivedere le proprie certezze.

Perché questa scoperta è così interessante? I nanotubi di carbonio sono materiali estremamente apprezzati per la loro resistenza meccanica e per l’elevata conducibilità elettrica, caratteristiche fondamentali per batterie avanzate, sensori ed elettronica di nuova generazione. Sapere che materiali simili possono formarsi direttamente sulla Luna apre scenari affascinanti per il futuro: dall’utilizzo delle risorse locali ai progetti di colonizzazione lunare, riducendo la necessità di trasportare materiali dalla Terra. Naturalmente si parla di un futuro ancora molto lontano. Le priorità dei primi coloni lunari saranno ben altre. Ma una cosa è certa: anche questa volta la Luna ci ha ricordato che l’universo è molto più creativo di quanto immaginiamo. Gabry58

domenica 1 febbraio 2026

Un UFO volteggia sopra la statua di Gesù a Cerro del Cubilete a Silao Città del Messico

Un UFO volteggia sopra la statua di Gesù a Cerro del Cubilete a Silao Città del Messico


I cristiani che partecipavano alla cerimonia presso un luogo di culto in Messico sono rimasti sbalorditi quando un misterioso "UFO" è apparso sopra una statua di Gesù. I visitatori del Cerro del Cubilete a Silao, situato a nord-ovest di Città del Messico, hanno catturato immagini di quello che, a loro dire, sembrava un "oggetto a forma di Saturno" nel limpido cielo azzurro L'UFO è stato visto appeso vicino alla mano sinistra della statua alta 20 metri, chiamata Cristo Re. Un abitante del posto in visita al monumento ha detto: "È un navigatore alieno".I visitatori del Cerro del Cubilete a Silao, in Messico, situato a nord-ovest di Città del Messico, hanno affermato di aver visto un UFO librarsi vicino a una statua di Gesù.Hanno detto che l'UFO appariva come un oggetto a forma di Saturno nel cielo blu Il Cerro del Cubilete si trova su una montagna a più di 2.500 metri sopra il livello del mare.Un altro abitante del posto ha detto: "

Sembra proprio un UFO". Sebbene questo sia il primo oggetto "simile a Saturno" segnalato avvistato vicino al sito religioso, un altro è apparso sopra la città occidentale di Zitácuaro l'8 settembre 2024 e sembrava quasi identico.Dopo aver visto i video, alcuni utenti si sono rivolti a X per condividere la loro convinzione che gli alieni fossero arrivati ​​in Messico. Quello è un UFO a forma di diamante", ha commentato qualcuno. "Deve essere una specie di nave organica".L'UFO è stato visto appeso vicino alla mano sinistra della statua alta 20 metri, chiamata Cristo Re. Un abitante del posto in visita al monumento ha detto: "È un navigatore alieno".Il recente avvistamento è apparso simile a un altro catturato lo scorso ottobre in una stazione di servizio a Cuernavaca, situata a sud di Città del Messico, che dista circa 275 miglia dal Cerro del Cubilete

"Video spettacolare, il contatto tra umani e razze aliene è sempre più vicino", ha commentato un altro utente di X. "Chiunque continui a credere che si tratti di un pallone, di un drone, di un ologramma o di qualcos'altro è cieco o non vuole vedere la realtà".Tuttavia, altri si sono affrettati a smentire queste affermazioni, sottolineando che molto probabilmente si trattava solo di una delle tante lanterne volanti che fluttuano nei cieli messicani durante il festival Globos de Cantoya. "Potrebbe trattarsi di un test di un pallone aerostatico Hτ, poiché questi palloni sono molto comuni nel Messico centrale e da lontano possono essere confusi con altri oggetti", ha spiegato un altro utente. Link