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lunedì 15 agosto 2011

UFO E ZETA RETICULI.....

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UFO e Zeta Reticuli – ossigeno molecolare: “Hill, there and everywhere”


È giunta quasi in sordina la notizia che il telescopio Herschel dell’ESA ha scoperto la presenza, nella regione di Orione, di ossigeno molecolare in ingenti quantità, circa dieci volte superiori a quelle rilevate in precedenti rilevazioni.Si tratta di una scoperta eccezionale sia perché mostra come la vita possa svilupparsi in maniera molto più usuale di quanto non si ritenesse finora, sia perché viene a fornire un interessante collegamento con un celebre caso di abduction, che vide protagonisti due cittadini americani, Betty e Barney Hill, i quali raccontarono di aver avuto un incontro ravvicinato con gli occupanti di un Ufo il 19 settembre 1961.Come in ogni caso di abduction, il pensiero che potrebbe tangere le menti della maggior parte delle persone è che si tratti di allucinazioni o di mere costruzioni a tavolino.Prima di esaminare il caso Hill nello specifico, al fine di insinuare da principio un dubbio in chi fosse portato a relegare la vicenda nel campo delle fantasticherie, è necessario precisare subito come dal rapporto N. 100-1-611, redatto dal Maggiore Paul W. Henderson del 100th Bomb Wing Strategic Command della Pease Air Force Base, emerga un dettaglio di importanza centrale: l’oggetto visto dai coniugi Hill era stato segnalato anche dai radar militari. Qualunque sia l’opinione che ci si potrà formare a seguito di quanto stiamo per esporre, questo dato dovrà rimanere sempre a mente, poiché esso mostra come effettivamente quel giorno un oggetto volante non identificato si trovasse in zona.Incubo di una notte di fine estate
I coniugi Hill stavano percorrendo in automobile la Route 3 a sud di Lincoln, New Hampshire, quando notarono dal parabrezza un oggetto brillante in lontananza che si muoveva in cielo verso nord con un angolo di circa 45 gradi dal loro punto di osservazione: il cielo era sereno e l’oggetto aveva una luminosità molto maggiore di qualsiasi stella. Incuriositi, fermarono la vettura per guardarlo attraverso un binocolo: era enorme, di una grandezza – come avrebbe detto in seguito il signor Hill – paragonabile alla distanza tra tre pali telefonici lungo la strada2.
A quel punto, l’oggetto in un primo momento cambiò repentinamente direzione dirigendosi verso sud, poi si fermò a mezz’aria e gli Hill poterono osservarlo meglio: aveva una forma a frittella con ali sulle cui estremità vi erano due luci di colore rosso....

L’oggetto incominciò ad abbassarsi in direzione della loro automobile, portandosi, in assoluto silenzio e con un movimento ondulatorio, dall’altra parte della strada sopra un campo a una trentina di metri di distanza. Pur colto da forte paura, il signor Hill raccontò che, per motivi a lui ignoti, si ritrovò ad attraversare la strada e a dirigersi verso l’apparecchio misterioso, giungendo a una ventina di metri da esso. Fu così che riuscì a notare come l’oggetto avesse due sporgenze a forma di pinna che si abbassavano vieppiù e una fila luminescente di finestrini tutt’intorno al perimetro del velivolo.Nel frattempo la signora Hill, accortasi di dove stesse andando il marito, cominciò a urlare affinché tornasse indietro. Binocolo in mano, Barney Hill esaminò i finestrini e, con immane stupore, si accorse della presenza di una mezza dozzina di esseri che lo guardavano appoggiati contro i finestrini stessi per poi spostarsi, tutti tranne uno, verso un pannello a circa un metro al di sotto della linea dei finestrini.Fu mentre l’oggetto stava per toccare terra che il signor Hill, per ragioni che non seppe spiegare, ebbe la sensazione di stare per essere catturato. Colto da questo timore cercò di fuggire ma percepì una paralisi ai muscoli che gli impediva persino di voltarsi. Nel mentre, mise a fuoco la figura che continuava a fissarlo dietro ai finestrini e, notando gli occhi molto grandi, il timore si trasformò in puro terrore.Compiendo uno sforzo di volontà non indifferente, Barney Hill riuscì a muoversi e a fuggire verso la sua vettura urlando disperatamente, sull’orlo di una crisi isterica. Salire in auto, accendere il motore, inserire la marcia e accelerare al massimo furono questione di un sol momento. Intanto Betty, ugualmente spaventata, guardava fuori dal finestrino per cercare di individuare la posizione dell’oggetto, ma non riusciva a vedere alcunché.Dopo poco, uno strano rumore intermittente cominciò a essere percepibile: un “bip-bip” continuo, proveniente, in apparenza, dal baule dell’automobile. Improvvisamente, un inspiegabile torpore prese entrambi, accompagnato da un formicolio su tutto il corpo. I due coniugi descrissero questo momento come se una sorta di nebbia avesse offuscato le loro menti.Dopo un po’ di tempo, non quantificabile con precisione da nessuno dei due, il “bip-bip” si ripetè e gli Hill cominciarono a riprendere coscienza. Al primo cartello stradale si resero conto di aver percorso trentacinque miglia, ma non erano in grado di spiegarsi come avessero fatto e quanto tempo avessero impiegato.Tornati a casa, si accorsero che i loro due orologi si erano fermati e che l’orologio di cucina segnava le cinque: vi erano uno spazio di ben due ore di cui non sapevano fornire spiegazioni riguardo a cosa potesse essere loro successo The shocking truth Nelle settimane successive, la signora Hill cominciò ad avere degli incubi in cui veniva portata a bordo del velivolo da strani esseri e il signor Hill iniziò a soffrire di ulcere.Desiderosi di comprendere cosa stesse loro accadendo, tra il 14 dicembre 1963 e il 27 giugno 1964 si sottoposero a ipnoterapia con lo psichiatra Benjamin Simon, il quale riuscì a far emergere dettagli impressionanti su quanto occorso il giorno dell’avvistamento.Entrambi, durante l’ipnosi, dissero che, dopo aver fermato l’automobile, vennero avvicinati da un gruppo di esseri che, aperta la portiera, puntarono un oggetto di piccole dimensioni, simile a una matita, in direzione della signora per costringerli a salire a bordo del loro velivolo.
Il modo in cui Barney Hill descrisse i rapitori ha in seguito costituito un vero e proprio stereotipo nella casistica mondiale3: pelle grigiastra glabra e di aspetto quasi metallico, grandi occhi oblunghi, un cranio imponente e allungato, due fessure per narici e bocca minutissima, costituita da una semplice linea orizzontale. Tra di loro parlavano in una lingua incomprensibile ai coniugi Hill, con i quali invece si esprimevano telepaticamente in inglese4.
Una volta a bordo dell’Ufo, stando a quanto emerso durante le sessioni di ipnosi regressiva, i coniugi Hill furono separati e Betty venne sottoposta a una visita medica nel corso della quale le inserirono nell’ombelico un lungo ago5 che le causò un forte dolore che cessò nel momento in cui uno degli esseri compì un particolare gesto dinnanzi ai suoi occhi.Anche Barney Hill venne visitato e riportò nel dettaglio la terribile esperienza vissuta.
Tuttavia, l’elemento forse più intrigante della vicenda è costituito da una mappa che uno dei “Grigi” mostrò a Betty Hill: ella la riprodusse in stato post-ipnotico e raccontò che le fu comunicato che le linee rappresentavano rotte astronautiche.Nel mondo delle “coincidenze”Un anno dopo questa vicenda, il New York Times riportava la notizia della scoperta, nella costellazione di Pegaso, di un oggetto astronomico ignoto, denominato CTA-102, che, secondo alcuni radioastronomi, avrebbe potuto essere artificiale: la somiglianza tra le mappe era fortissima.
Zeta Reticuli
Parallelamente a questo, un’insegnante dell’Ohio, Marjorie Fish, incuriosita dalla mappa della Hill, fece una accurata ricerca allo scopo di verificare, in un raggio di 10 parsec intorno al sole, quale sistema solare potesse presentare forme di vita. Dopo aver costruito un modello tridimensionale, partendo dal presupposto che la mappa mostrasse una porzione di cielo visibile dal pianeta d’origine dei visitatori, la Fish giunse alla conclusione che il luogo donde essi provenivano doveva trovarsi nei pressi di Zeta Reticuli, a 37 anni luce da noi.
Si tratta di un elemento che, pur non provando alcunché, fornisce tuttavia elementi di riflessione, proprio come la recente scoperta di ossigeno molecolare nella vicina costellazione di Orione, scoperta che deve vieppiù portare a ritenere come la vita sia presente… here, there and everywhere. Link

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