La storia inquietante di George Adamski (Video)
Nel panorama dell’ufologia del XX secolo, pochi nomi sono tanto controversi – e affascinanti – quanto quello di George Adamski. Per alcuni fu un visionario in anticipo sui tempi. Per altri, un abile narratore capace di sfruttare l’immaginazione collettiva dell’era atomica. Ma una cosa è certa: la sua storia continua ancora oggi a inquietare. Dalla Polonia al deserto della California. Nato nel 1891 nell’allora Impero Russo (oggi Polonia), Adamski emigrò negli Stati Uniti da bambino. Dopo anni di lavori saltuari e interessi esoterici, si stabilì in California, dove fondò un piccolo ristorante nei pressi del Monte Palomar.Fu proprio lì, tra telescopi e cieli limpidi, che iniziò a raccontare di avvistamenti misteriosi.

Siamo nei primi anni ’50. L’America vive la tensione della Guerra Fredda, la paura nucleare e l’esplosione dell’interesse per gli UFO. Nel 1952 Adamski affermò di aver avuto un incontro ravvicinato nel deserto californiano con un essere proveniente da Venere. L’incontro con l’uomo di Venere. Secondo il suo racconto, il 20 novembre 1952, nel deserto vicino a Desert Center, apparve un’astronave a forma di disco. Poco dopo, un essere umanoide scese dal velivolo: alto, biondo, dai tratti nordici, dall’aspetto sorprendentemente umano.
lo chiamò **Orthon. Il “venusiano” gli avrebbe comunicato – tramite telepatia – un messaggio urgente per l’umanità: fermare i test nucleari, abbandonare la guerra, evolversi spiritualmente. Gli extraterrestri, sosteneva Adamski, erano profondamente preoccupati per l’autodistruzione terrestre. Le sue fotografie di dischi volanti, che mostravano oggetti metallici sospesi nel cielo, fecero rapidamente il giro del mondo. Nel 1953 pubblicò il libro **Flying Saucers Have Landed**, scritto insieme a Desmond Leslie. Il testo divenne un best seller internazionale.
Adamski affermò anche di aver viaggiato a bordo di astronavi, visitato la Luna e altri pianeti del sistema solare. Dichiarazioni che gli valsero inviti a conferenze in Europa e persino presunti incontri con membri della nobiltà. In un’epoca in cui la corsa allo spazio era appena iniziata, le sue affermazioni alimentavano sogni e paure collettive. Le accuse di frode. Con l’avanzare.....
della tecnologia spaziale – soprattutto dopo le missioni della NASA – le descrizioni di Venere come pianeta abitabile si rivelarono scientificamente impossibili.
Molti critici sostennero che le sue famose fotografie di UFO fossero in realtà modelli costruiti con oggetti comuni (lampade, componenti domestici). Scienziati e scettici smontarono punto per punto le sue dichiarazioni. Ma, sorprendentemente, il mito non crollò. Perché la sua storia è così inquietante? Non è solo una questione di UFO. È inquietante perché: Mescola spiritualità, paura nucleare e speranza cosmica. Mostra quanto profondamente il contesto storico influenzi ciò che siamo pronti a credere. Dimostra il potere del racconto nel plasmare la realtà collettiva.
Adamski non parlava di invasione, ma di salvezza. I suoi alieni erano angeli cosmici. In un mondo traumatizzato dalla bomba atomica, il suo messaggio trovò terreno fertile. George Adamski morì nel 1965, ma il fenomeno dei “contattisti” non si spense con lui. Anzi, aprì la strada a decenni di racconti simili. Oggi la sua figura resta sospesa tra mito, inganno e fenomeno sociologico.Era un visionario? Un mistificatore? O semplicemente l’uomo giusto nel momento giusto? Forse la parte più inquietante della sua storia non è l’incontro con Orthon…Ma il fatto che, ancora oggi, milioni di persone continuino a interrogarsi su ciò che accadde davvero in quel deserto californiano. Gabry58
Nessun commento:
Posta un commento