L’IA decifra gli illeggibili rotoli di Ercolano: la biblioteca sepolta
Per quasi duemila anni sono rimasti lì, carbonizzati e muti, intrappolati sotto la cenere del Vesuvio. I rotoli di Ercolano — una delle più straordinarie biblioteche dell’antichità mai ritrovate — sembravano destinati a restare per sempre indecifrabili. Oggi, però, l’intelligenza artificiale sta cambiando la storia. Grazie a una combinazione di scansioni 3D, machine learning e analisi avanzata delle immagini, i ricercatori sono riusciti a leggere parti di testi che nessun essere umano aveva più visto dal 79 d.C., anno dell’eruzione che distrusse Pompei ed Ercolano. (National Geographic) I rotoli furono scoperti nel XVIII secolo nella cosiddetta Villa dei Papiri, una sontuosa dimora romana probabilmente appartenuta alla famiglia di Lucio Calpurnio Pisone, suocero di Giulio Cesare. All’interno della villa vennero rinvenuti circa 1.800 papiri carbonizzati dal calore dell’eruzione. Sembravano pezzi di carbone: fragilissimi, anneriti

(
I caratteri greci πορφύραc, che compongono la parola "viola", sono tra i caratteri e le numerose righe di testo estratti dai concorrenti del Vesuvius Challenge Luke Farritor e Youssef Nader.Fotografia di Vesuvius Challenge) e impossibili da aprire senza distruggerli.
Per secoli gli studiosi provarono ogni metodo possibile:apertura manuale; srotolamento meccanico; raschiatura strato per strato. Molti documenti andarono irrimediabilmente perduti. Altri restarono chiusi, considerati illeggibili per sempre. (
National Geographic)
La vera difficoltà nasce dal fatto che sia il papiro sia l’inchiostro sono stati carbonizzati. Nelle normali scansioni a raggi X il testo praticamente “scompare”, perché non c’è abbastanza contrasto tra le lettere e il supporto. È qui che entra in gioco l’intelligenza artificiale. I ricercatori hanno utilizzato tomografie ad altissima risoluzione per creare modelli 3D dei rotoli ancora chiusi. Successivamente, algoritmi di machine learning sono stati addestrati a riconoscere microscopiche differenze nella superficie del papiro e nella struttura lasciata dall’inchiostro antico. (
arXiv) In pratica, l’IA riesce a “vedere” tracce invisibili all’occhio umano.

Il grande salto è arrivato con la “Vesuvius Challenge”, una competizione internazionale lanciata nel 2023 con oltre un milione di dollari in premi. L’obiettivo era ambizioso: leggere i rotoli senza aprirli fisicamente. Un team composto da Luke Farritor, Youssef Nader e Julian Schilliger è riuscito nell’impresa usando reti neurali e tecniche di “virtual unwrapping”, cioè lo srotolamento digitale dei papiri. Il gruppo ha recuperato migliaia di caratteri greci da un rotolo ancora sigillato. (National Geographic) I primi testi decifrati parlano di filosofia epicurea, piacere, musica e vita quotidiana, probabilmente opere del filosofo Filodemo di Gadara. (Nature) La scoperta potrebbe avere conseguenze enormi per la storia antica. La biblioteca di Ercolano è infatti l’unica biblioteca completa dell’antichità classica arrivata fino a noi. Molti studiosi sperano che tra i papiri ancora chiusi possano nascondersi: opere perdute di filosofi greci e romani; testi sconosciuti di Epicuro; trattati storici e scientifici; forse persino opere mai viste di autori come Sofocle o Aristotele. Finora è stato letto solo una piccola parte del materiale disponibile. Ma l’IA migliora rapidamente. Questa storia racconta qualcosa di
sorprendente: l’intelligenza artificiale non serve soltanto a creare immagini, chatbot o automazioni. Può anche diventare uno strumento per recuperare la memoria dell’umanità. Per la prima volta, archeologia, informatica e linguistica collaborano per riportare alla luce parole rimaste sepolte per venti secoli. Ed è possibile che nei prossimi anni l’IA riesca ad aprire virtualmente centinaia di altri rotoli, restituendoci interi capitoli perduti della civiltà antica. Il futuro, a volte, serve anche a leggere il passato. Gabry58
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