Il "fantasma" della Bibbia: sono state ritrovate pagine del Nuovo Testamento cancellate 800 anni fa
Un team internazionale di ricercatori, guidato dall'Università di Glasgow, ha compiuto un'impresa che sembrava impossibile: decifrare parole cancellate otto secoli fa. Grazie a tecnologie all'avanguardia, hanno recuperato 42 pagine di un manoscritto biblico fondamentale, scomparso sotto strati di inchiostro e nell'oblio durante il Medioevo.Il documento in questione è il Codice H, un tesoro del VI secolo contenente le Epistole di San Paolo. Le sue tracce si persero nel XIII secolo, quando i monaci del Monastero della Grande Lavra in Grecia decisero di smantellarlo per riutilizzarne il materiale. A quel tempo, la pergamena era così preziosa che le pagine originali venivano raschiate e ri-inchiostrate per scrivere nuovi testi sopra, trasformando le sacre scritture in semplice materiale di rilegatura. Il professor

(L'imaging multispettrale e la datazione al radiocarbonio hanno permesso la ricostruzione digitale del Codice H, rivelando le abitudini degli scribi antichi e le prime strutture bibliche. Credito: UofG.) Garrick Allen, direttore del progetto, spiega come la scienza sia riuscita a vedere l'invisibile: "La svolta è partita da un punto fondamentale: sapevamo che, a un certo punto, il manoscritto era stato ri-inchiostrato. Le sostanze chimiche contenute nel nuovo inchiostro avevano causato danni da trasferimento sulle pagine adiacenti, creando essenzialmente un'immagine speculare del testo sul foglio opposto."Queste tracce, soprannominate "testo fantasma" dai ricercatori, sono solitamente impercettibili all'occhio umano. Tuttavia, grazie all'imaging multispettrale, il team è stato in grado di recuperare diverse pagine di informazioni da ogni singolo foglio, rivelando tracce rimaste nascoste per quasi un millennio.Per confermare il valore del ritrovamento, gli esperti di Parigi hanno effettuato delle datazioni al carbonio-14, che hanno
certificato che il manufatto risale effettivamente al VI secolo. Ciò rende la scoperta una delle prove più antiche e dirette di come si diffusero le idee del cristianesimo primitivo. Sebbene i testi ritrovati facciano parte di brani ben noti delle epistole di Paolo, la scoperta ha rivelato dettagli affascinanti per gli storici: Elenchi di capitoli inediti: Le pagine contengono i più antichi esempi conosciuti di suddivisione in capitoli, totalmente diversi da quelli che usiamo oggi. I segreti degli scribi: i frammenti mostrano come i copisti del VI secolo correggevano e annotavano i manoscritti ai margini, offrendo uno sguardo unico sul loro processo di lavoro.......
Riciclo medievale: lo stato fisico delle pagine racconta la storia di come i libri sacri venissero riutilizzati come materia prima una volta usurati. "Considerato che il Codice H è una testimonianza così importante per la nostra comprensione delle Scritture cristiane, aver scoperto nuove prove, e in questa quantità, sul suo aspetto originale è semplicemente epocale", afferma Allen. Il progetto, finanziato dal Templeton Religion Trust e dall'Arts and Humanities Research Council del Regno Unito, ha reso il materiale accessibile a tutti. Gli interessati potranno presto consultare gratuitamente le pagine ritrovate nell'edizione digitale dell'Università di Glasgow ( https://codexh.arts.gla.ac.uk/ ), riportando alla luce un tesoro che la storia ha cercato di cancellare. Link
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