Segnali alieni da 3I/ATLAS? L'immagine sorprende gli studiosi

Una fotografia scattata il 6 novembre 2025 e arrivata sulla Terra solo negli ultimi giorni ha riacceso il dibattito su 3I/ATLAS, il terzo oggetto interstellare mai osservato nel Sistema solare dopo 1I/’Oumuamua e 2I/Borisov. L’immagine è stata catturata dalla fotocamera JANUS a bordo della sonda JUICE dell’Agenzia Spaziale Europea. Il dettaglio che ha attirato l’attenzione è la presenza di getti multipli visibili nella chioma dell’oggetto. Flussi, filamenti e strutture radiali sembrano svilupparsi nella direzione opposta al Sole. Un comportamento che, per alcuni, merita un’analisi più approfondita. Al momento dello scatto 3I/ATLAS si trovava a circa 66 milioni di chilometri dalla sonda, meno della metà della distanza media Terra-Sole (1 unità astronomica equivale a circa 150 milioni di chilometri). L’oggetto aveva superato il perielio da circa una settimana ed era invisibile ai telescopi terrestri perché occultato dalla luce solare. La posizione favorevole di JUICE ha consentito un’osservazione unica.

Perché si parla di “segnali insoliti” L’astrofisico Avi Loeb, docente ad Harvard, ha definito “sorprendente” l’orientamento dei getti. Il ragionamento è fisico: quando una cometa si avvicina al Sole, il ghiaccio superficiale si riscalda sul lato illuminato, generando emissioni di gas e polveri in direzione solare o leggermente divergente. Vedere strutture svilupparsi in senso opposto solleva interrogativi sulla morfologia del nucleo e sulla distribuzione dei volatili. Loeb non ha parlato di prova di tecnologia aliena. Ha però sottolineato che la dinamica osservata merita modelli più dettagliati. In passato lo stesso scienziato aveva avanzato ipotesi non convenzionali su ‘Oumuamua, attirando un ampio dibattito nella comunità scientifica. In questo caso l’elemento chiave non è l’esistenza dei getti, fenomeno tipico delle comete, ma la loro configurazione multipla e la direzione apparente rispetto alla sorgente di irraggiamento.
Cosa dice l’ESA: comportamento da cometa “normale”? La posizione ufficiale dell’ESA è più prudente. L’agenzia ritiene che il comportamento di 3I/ATLAS sia coerente con quello di una cometa attiva. Il nucleo, stimato in circa 2,6 chilometri di diametro grazie a precedenti osservazioni del Hubble Space Telescope, non è visibile direttamente nello scatto, nascosto dall’alone luminoso della chioma. Secondo l’ESA, l’espulsione di gas e polveri può avvenire anche da regioni non direttamente illuminate, a causa della rotazione del corpo, della struttura irregolare del nucleo e della presenza di sacche di ghiaccio sotto la superficie. La direzione dei getti non è sempre lineare né uniforme..........