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sabato 21 settembre 2024

La piramide di Gunung Pada la piu antica del mondo chi l'ha costruita ?

La piramide di Gunung Padang chi l'ha costruita ?:Diverse le teorie in merito

1 Civiltà Preistoriche:  Secondo le datazioni scientifiche di alcune parti del sito, risalenti fino a 20.000 anni fa, si ipotizza che la piramide possa essere stata costruita da una civiltà preistorica sconosciuta. Questa teoria è supportata da alcune analisi di campioni di terreno e pietra che suggeriscono una costruzione molto più antica rispetto alle civiltà storicamente conosciute. Teoria alternativa: Alcuni ricercatori, come il geologo indonesiano Danny Hilman Natawidjaja, sostengono che Gunung Padang rappresenti una civiltà molto avanzata per l'epoca, forse persino anteriore a quella sumera o egizia.

2. Popolazioni Megalitiche dell'Indonesia: Un'altra teoria più accettata dalla comunità archeologica tradizionale è che il sito di Gunung Padang sia stato costruito da popolazionimegalitiche locali, le quali utilizzavano tecniche relativamente semplici ma efficaci per erigere strutture in pietra. Queste civiltà sarebbero esistite tra 2500 e 5000 anni fa, durante il Neolitico.Tecniche di costruzione: Le terrazze, i muri di pietra e l'uso di massi vulcanici rettangolari suggeriscono una cultura con una buona conoscenza della lavorazione della pietra e del controllo del paesaggio.

 3. Civiltà Perdute: Alcuni studiosi più radicali propongono che la piramide di Gunung Padang possa essere stata costruita da una civiltà altamente avanzata, poi scomparsa, simile all'Atlantide descritta nei miti e nelle leggende. Queste ipotesi si basano sull'idea che Gunung Padang possa essere una prova di civiltà che hanno raggiunto un livello tecnologico superiore prima di essere spazzate via da catastrofi naturali, come i cataclismi che avrebbero colpito il pianeta alla fine dell'ultima era glaciale.

4.Validità scientifica: Molti archeologi tradizionali e scienziati rimangono scettici riguardo a queste teorie avanzate, sottolineando che ci sono ancora molte domande senza risposta su chi abbia realmente costruito il sito. La mancanza di prove concrete su una civiltà avanzata preistorica rende difficile accettare le teorie più speculative. Datazione e tecnologia: Le datazioni più antiche ottenute con il metodo del carbonio-14 sono contestate da alcuni esperti, i quali sostengono che possano rappresentare sedimenti naturali piuttosto che evidenze di costruzioni umane.

Non c'è ancora un consenso su chi abbia costruito la piramide di Gunung Padang. Il sito potrebbe essere stato realizzato da antiche popolazioni megalitiche locali o potrebbe rappresentare la traccia di una civiltà preistorica scomparsa. Gli studi in corso potrebbero in futuro dare risposte più chiare.Gabry58 

Avvistamenti "Ufo" in Sardegna...

Avvistamenti Ufo in Sardegna. Nel 2024 18 casi di oggetti volanti non identificati

“Sono i casi in cui non è stata trovata una spiegazione convenzionale non solo dai testimoni, ma anche da parte degli ufologi”. Ecco le zone maggiormente interessateQuello degli avvistamenti “Ufo” è un tema sempre caldo e che fa discutere perché genera curiosità, scetticismo e anche ironia. Certo è, però, che non mancano le segnalazioni da tutta la Sardegna di strani oggetti volanti visti volare nel cielo. Sono numerose, infatti, le persone che raccontano la propria esperienza, come ci spiega l’esperto Antoniomaria Cuccu, responsabile della sezione sarda del Centro Italiano Studi Ufologici.

“Per quanto riguarda gli avvistamenti di UFO – ci fa sapere Cuccu -, ossia tutti quei casi in cui non è stata trovata una spiegazione convenzionale non solo dai testimoni ma anche da parte degli ufologi, abbiamo 25 casi per il 2023 e 18 casi fino ad ora per il 2024”.Il Centro Italiano Studi Ufologici è un'associazione di volontariato e senza scopo di lucro, che ha come obiettivo studiare gli UFO, ossia di raccogliere, catalogare le testimonianze di osservazioni più o meno ravvicinate di fenomeni non identificati e cercare in esse una spiegazione convenzionale. Le testimonianze che restano non identificate vengono utilizzate per studi più approfonditi di statistica e comparazione.

Per quanto riguarda i casi che hanno avuto una spiegazione convenzionale, abbiamo ricevuto 12 segnalazioni e riguardano: aerei, pianeti (Venere, Giove) e lanterne cinesi”. Quindi, raccolte le testimonianze, gli esperti hanno analizzati i diversi casi che sono stati poi associati ad aerei, pianeti e lanterne cinesi.Per le altre segnalazioni (25 casi per il 2023 e 18 casi fino ad ora per il 2024), invece, non è stata trovata una spiegazione. “Le zone maggiormente interessate dagli avvistamenti – ci spiega Cuccu - sono state: Cagliaritano; Sulcis; Gallura; Nuorese; Nurra e Coros. I testimoni hanno descritto quanto visto come fonti luminose, dalla forma sferica o ovale, a forma di sigaro o triangolo”.Le ultime segnalazioni arrivate al Centro Italiano Studi Ufologici della Sardegna sono giunte da Sassari, da parte di una signora, e da un automobilista in transito sulla provinciale 44, che da Mogoro conduce ad Masullas.Link

venerdì 20 settembre 2024

Toscana: la regione con più avvistamenti Ufo

 Toscana: la regione con più avvistamenti Ufo

(Ufo avvistato su FirenzeLa Toscana, nota in tutto il mondo per la sua straordinaria bellezza paesaggistica, la ricchezza culturale e storica, e la deliziosa cucina, sta guadagnando una curiosa notorietà anche in un altro ambito: quello degli avvistamenti UFO. Da alcuni anni, questa regione italiana si distingue come il luogo con il maggior numero di avvistamenti e incontri ravvicinati di fenomeni aerei non identificati (UFO), rendendola un'area di interesse per ufologi e curiosi di tutto il mondo. Un Fenomeno in Crescita.Secondo i dati raccolti da associazioni di ricerca ufologica, la Toscana detiene il primato nazionale per avvistamenti UFO. Questo primato non è casuale: tra le sue colline, le ampie distese agricole e le cittadine storiche si concentrano testimonianze di avvistamenti che coprono un arco temporale piuttosto ampio. A partire dagli anni '50, i rapporti su strani oggetti volanti nei cieli toscani si sono moltiplicati, suscitando sempre più interesse sia a livello nazionale che internazionale.

In particolar modo, negli ultimi anni, si è registrato un aumento significativo delle segnalazioni, con un picco che coincide con l’avvento delle tecnologie digitali, come smartphone e droni, che hanno facilitato la cattura di immagini e video di possibili oggetti non identificati. Le Zone più Attive. Alcune aree della Toscana sembrano essere particolarmente “sensibili” a questi fenomeni. Tra queste spicca la zona di **Prato**, spesso citata come un vero e proprio punto caldo per gli avvistamenti UFO. Qui, numerosi residenti hanno riportato incontri ravvicinati di oggetti volanti luminosi o di forme insolite. A conferma dell'interesse per la zona, Prato ha ospitato diversi convegni ufologici, con esperti italiani e internazionali che hanno analizzato i fenomeni documentati.

Anche **il Monte Amiata** è considerato uno dei luoghi più misteriosi d’Italia. Quest’area montuosa, che si estende tra la Toscana e il Lazio, ha visto molteplici avvistamenti di oggetti volanti a bassa quota, spesso descritti come sfere luminose che compaiono e scompaiono all'improvviso. Molti ritengono che l’Amiata, con la sua geologia particolare e la sua ricchezza di leggende, possa avere un ruolo speciale nel fenomeno. Pisa e Livorno, due città costiere, sono anch'esse teatro di frequenti segnalazioni. La vicinanza al mare, spesso associata agli avvistamenti, e la presenza di infrastrutture militari nell’area possono essere fattori che alimentano il numero di rapporti su strani oggetti volanti...

Marte: scoperto un gigantesco bacino di magma

Olympus  Mons su Marte: scoperto un gigantesco bacino di magma

Un team internazionale di ricercatori ha fatto una scoperta sorprendente su Marte che potrebbe cambiare la nostra comprensione dell'attività geologica del pianeta rosso. Sotto la regione vulcanica di Tharsis, che ospita il più grande vulcano del sistema solare, Olympus Mons, si nasconde un enorme bacino di magma che potrebbe un giorno provocare nuove eruzioni.La ricerca, presentata da Bart Root dell'Università Tecnica di Delft nei Paesi Bassi al recente Congresso Scientifico Europlanet a Berlino, ha rivelato l'esistenza di un plume di magma largo oltre 1.750 chilometri a una profondità di circa 1.100 chilometri sotto la superficie marziana.

Questa scoperta è il risultato di un'analisi dettagliata del campo gravitazionale di Marte, ottenuta studiando le minuscole variazioni nelle orbite di vari satelliti in orbita intorno al pianeta, come Mars Express e il Mars Reconnaissance Orbiter. Combinando questi dati con le misurazioni sismiche effettuate dalla missione InSight della NASA, i ricercatori hanno potuto mappare la distribuzione della massa all'interno di Marte con una precisione senza precedenti.

Il bacino di magma individuato sotto la regione di Tharsis, che include Olympus Mons e altri tre grandi vulcani (Ascraeus Mons, Arsia Mons e Pavonis Mons), suggerisce che Marte potrebbe non essere geologicamente inattivo come si pensava in precedenza. "Marte potrebbe ancora avere movimenti attivi al suo interno, che influenzano e possibilmente creano nuove caratteristiche vulcaniche sulla superficie," ha affermato Root.Questa scoperta solleva interrogativi intriganti sul futuro geologico di Marte. Sebbene i vulcani della regione di Tharsis siano stati dormienti per milioni di anni, l'esistenza di questo vasto plume di magma suggerisce che potrebbero un giorno risvegliarsi. Olympus Mons, con i suoi impressionanti 21,9 chilometri di altezza, potrebbe quindi non aver visto la sua ultima eruzione.

Ma le sorprese non finiscono qui. Il team di Root ha anche identificato più di 20 misteriose strutture sotterranee nell'emisfero settentrionale di Marte, dove un tempo si trovava un antico oceano. Queste strutture, di varie dimensioni e forme (una addirittura somiglia a un cane), sono più dense del loro ambiente circostante e hanno una forte attrazione gravitazionale. La loro origine rimane un mistero: potrebbero essere di natura vulcanica o risultare da antichi impatti.Per approfondire queste scoperte, Root e i suoi colleghi stanno proponendo...

Ultimi avvistamenti Ufo

 Ultimi avvistamenti ufo

Negli ultimi mesi, diversi avvistamenti UFO (o UAP - Fenomeni Aerei Non Identificati) sono stati segnalati sia in Italia che all'estero. Tra i casi più recenti, l'Italia ha visto una serie di segnalazioni in regioni come la Campania, con avvistamenti a Marano di Napoli, Pomigliano d'Arco e Mondragone. In Sicilia, un avvistamento subacqueo (USO) è stato registrato nello Stretto di Messina. Altri episodi includono oggetti sferici e triangolari avvistati nel cielo di Agrigento e Matera. Alcuni testimoni hanno perfino ripreso video da aerei in volo, come quello tra Bucarest e Roma, che ha mostrato un oggetto a forma di "tic tac".

(alieni messico - Ufo Italia-Bucarest)

livello internazionale, uno degli eventi più discussi è stato la presentazione in Messico di presunti "corpi alieni" fossilizzati, che hanno scatenato un acceso dibattito scientifico.L'interesse per gli UFO è in costante crescita, e sempre più eventi vengono studiati dagli ufologi, anche se una parte significativa delle segnalazioni si rivela spiegabile con fenomeni terrestri.Gabry58

giovedì 19 settembre 2024

Svelati i segreti del sito neolitico di Göbekli Tepe

Svelati i segreti del sito neolitico di Göbekli Tepe,il tempio più antico del mondo

(Tempio di Göbekliteam di ricercatori israeliani dell'Università di Tel Aviv ha svelato i segreti architettonici del tempio più antico del mondo: il Göbekli Tepe, in Turchia Situato nel sud-est della Turchia, il sito neolitco di Göbekli Tepe , si compone di una complessa struttura di quasi 11.500 anni. Riconosciuto dagli studiosi il tempio più antico del mondo, il sito archeologico è stato negli ultimi 25 anni al centro di numerose ricerche da parte delle università di tutto il mondo. Ci eravamo già occupati del sito in occasione della sua apertura al pubblico, avvenuta proprio lo scorso anno.La scoperta del Göbekli Tepe risale agli anni Sessanta ma il sito sembra essere stato dimenticato per poi essere riscoperto negli anni Novanta. Due archeologi dell’Università di Tel Aviv, il dottorando Gil Haklay e il suo supervisore, il porfessor Avi Gopher, hanno recentemente svelato i segreti di questo sito neolitico, evidenziandone l’intricato schema geometrico.

(Tempio di Göbekli Tepe, particolare zoomor((foPotrebbe essere sorprendente ma la progettazione architettonica ha iniziato a svilupparsi già 15mila anni fa», ha dichiarato proprio Haklay al Jerusalem Post: «All’inizio del Neolitico erano già in grado di pianificare e costruire con precisione progetti molto grandi e complessi». Evidenziando l’unicità del sito per dimensioni, per l’archeologo «In realtà abbiamo un altro esempio di costruzione su larga scala di questo periodo e si trova a Gerico, dove una grande torre è preservata in tutta la sua altezza con una scala interna, ma non è monumentale come Göbekli Tepe e richiedeva molto meno sforzo». La struttura del Göbekli Tepe è composta da decine di colonne monolitiche alte da quattro a cinque metri disposte lungo almeno 20 anelli concentrici, che gli archeologi hanno chiamato “recinti”. I pilastri del sito sono decorati 

con elaborati rilievi raffiguranti animali tra cui gazzelle, giaguari, asini selvatici asiatici e pecore selvatiche. Queste decorazioni hanno portato gli studiosi a considerare il sito come un vero e proprio luogo di culto, dove i devoti, probabilmente appartenenti a comunità diverse, si sarebbero riuniti per eseguire rituali.La struttura e le dimensioni del sito aiutano anche a far luce sulla vita di chi l’ha costruito e utilizzato. «Stiamo parlando di cacciatori-raccoglitori ma, allo stesso tempo, vediamo segni di una struttura sociale molto complessa», ha dichiarato Haklay, specificando che non è ancora chiaro quanto tempo è stato impiegato la costruzione del tempio. Potrebbero essere stati necessari secoli, se non di più, con il contributo, gli apporti e le stratificazioni di generazioni diverse.

La complessa struttura geometrica del Göbekli Tepe.Come spiegato in un articolo recentemente pubblicato dal Cambridge Archaeological Journal, i ricercatori israeliani sono riusciti a riportare alla luce il disegno geometrico che interessa i recinti. «Abbiamo scoperto che esiste un punto centrale in ciascun recinto, che abbiamo identificato non solo nei tre nell’area di scavo principale, ma anche in altri situati all’esterno di esso», ha raccontato Haklay. «Abbiamo anche scoperto che il centro di questi recinti si trovava sempre tra i due grandi pilastri centrali allineati con il lato anteriore. Questi pilastri presentavano anche una struttura antropomorfa e hanno una facciata frontale. In ogni recinto basato sui pilastri periferici circostanti è stato trovato un allineamento con il lato frontale stretto. Questa è stata la nostra prima osservazione: una regola di progettazione astratta»...