L’identikit degli extraterrestri: "non sono Nolto diversi da noi"
La loro evoluzione è regolata dalle stesse leggi previste da Darwin.Secondo tre ricercatori del Dipartimento di zoologia dell’Università di Oxford, che hanno collaborato con la nota illustratrice Helen Cooper, gli alieni sarebbero molto più simili a noi di quanto pensiamo. La teoria evoluzionistica di Darwin, evidenziano gli scienziati, potrebbe infatti valere anche per loro. Gli esperti del Regno Unito hanno così cominciato a tratteggiare le caratteristiche dei possibili organismi

alieni, così da poter fare delle predizioni indipendenti dai dettagli della vita come la conosciamo sulla Terra. Sebbene ancora oggi non si sia riusciti ad identificare forme di vita extraterrestri, gli astrobiologi di Oxford hanno provato a descrivere l’identikit di ET. L’aspetto esteriore, nonostante la cosa potrebbe deludere la maggior parte degli utenti, non è stata presa in considerazione perché imprevedibile. Diversamente, come spiegano gli studiosi sulle pagine dell’International Journal of Astrobiology, è possibile ipotizzare l’aspetto della loro struttura fondamentale.
Teoria dell'evoluzione di Darwin vale anche per gli alieni.Le forme di vita aliena si sviluppano in base alla regola della selezione naturale. Come qualsiasi organismo sviluppatosi sulla Terra è composto da cellule, spiegano gli scienziati, anche le forme di vita aliena sono caratterizzate da una gerarchia di entità individuali che collaborano tra loro. “Fare previsioni sugli alieni è difficile - sostiene il professor Sam Levin, responsabile dello studio - perché abbiamo solo un esempio di vita, quella terrestre. Approcci passati nel campo dell’astrobiologia si sono basati in gran parte su osservazioni empiriche e prendendo ciò che vediamo sulla Terra, e ciò che sappiamo in chimica, in biologia e in la geologia e la fisica per fare previsioni sugli alieni. Il vantaggio di questo nuovo approccio, è che le previsioni possono essere
applicate a forme di vita molto diverse dalle nostre, per esempio che non abbiano il Dna, che siano basate sul silicio invece che sul carbonio, o che respirino azoto”. La domanda fondamentale che si pongono gli autori è su come la complessità biologica possa svilupparsi nello spazio, posto che sulla Terra la complessità delle specie è aumentata in seguito a un numero limitato di eventi, noti come transizioni...