maggior parte degli esperti ritenga che siano state realizzate utilizzando modelli sospesi a dei fili, esse hanno profondamente plasmato l’immaginario dei dischi volanti. Lo storico sottolinea inoltre la loro qualità plastica, evocando composizioni in cui i dischi metallici emergono sopra i prati svizzeri con un’estetica che, secondo lui, ricorda alcuni dipinti del Rinascimento. Un fenomeno profondamente radicato nel cantone di Zurigo.Tutta la storia di Billy Meier è legata al canton Zurigo. Le sue foto più famose sarebbero state scattate a Bülach, a nord della città di Zurigo, nei pressi dell’aeroporto. Ma è più a est del cantone, nella valle della Töss, a...........
Una storia raccontata soprattutto nella Svizzera tedesca.Nella Svizzera romanda, Billy Meier è quasi assente dagli archivi mediatici. La RTS gli ha dedicato pochissimi servizi e il suo nome compare raramente sulla stampa francofona. Nella Svizzera tedesca, invece, il personaggio suscita curiosità da diversi decenni. La SRF se ne è interessata molto presto e, in particolare, nel 1994 ha mandato in onda un servizio sulla trasmissione Schweiz Aktuell.Come al solito, Billy Meier si rifiuta di rispondere ai giornalisti. È Guido Moosbrugger, ex direttore di una scuola elementare di Zurigo e membro della FIGU, a testimoniare al suo posto. Afferma di aver assistito a diverse manifestazioni notturne, di aver osservato tracce di atterraggio, di aver ottenuto l’autorizzazione di fotografare alcuni fenomeni e di aver vissuto “molte altre esperienze”.I media non sono sazi
La storia di Billy Meier va ben oltre i confini della Svizzera. Le sue fotografie sono state oggetto di libri, documentari e numerose inchieste in tutto il mondo, rendendolo una delle figure più note dell’ufologia contemporanea.Anche in Svizzera, il suo movimento suscita regolarmente l’interesse dei media. Nel 1997, Das Magazin gli dedica un numero speciale in occasione dei cento anni di storia moderna degli UFO.Nel 2014, nel contestodell’iniziativa EcopopCollegamento esterno sulla limitazione della crescita demografica, il settimanale WOZ si reca a Schmidrüti per incontrare i membri della FIGU. La lotta contro la sovrappopolazione costituisce infatti uno dei temi principali sostenuti dal movimento. Billy Meier presenta questa idea come un monito trasmesso dagli extraterrestri.
Due anni dopo, gli stand informativi della FIGU allestiti a Winterthur attirano nuovamente l’attenzione della stampa. Il Tages-Anzeiger e 20 Minuten dedicano diversi articoli al movimento.Sospetti di derive settarie,Intervistato dal Tages-Anzeiger, l’esperto di movimenti religiosi Georg Schmid ritiene che la FIGU presenti diverse caratteristiche di un gruppo con tendenze settarie. Egli sottolinea in particolare il ruolo centrale ricoperto da Billy Meier, considerato l’unico detentore della verità, nonché l’attività missionaria del movimento attraverso i suoi stand informativi. La FIGU respinge categoricamente queste accuse, che definisce diffamatorie.
Il curatore della mostra in corso a Rencontres d’Arles, Philippe Baudouin, adotta invece una visione più sfumata. Secondo lui, la comunità, che conterebbe alcune decine di membri a Schmidrüti e circa 400 simpatizzanti nel mondo, rientra più nell’ambito di un movimento spirituale che in quello di un’organizzazione che presenti derive comprovate. A sua conoscenza, nessun elemento permette oggi di evidenziare gli abusi generalmente associati alle sette.Fotografie diventate iconiche.
Nonostante le numerose polemiche sulla loro autenticità, le immagini di Billy Meier continuano a suscitare interesse: nel 2019, diverse serie delle sue fotografie sono state messe all’asta da Sotheby’s.La casa d’aste le ha presentate come alcune delle immagini di UFO più famose al mondo. A quasi cinquant’anni dalla loro comparsa, le fotografie di Billy Meier si collocano ancora al confine tra credenze, cultura popolare e storia della fotografia. La loro influenza sull’immaginario collettivo è, del resto, indiscutibile. Grazie alla mostra ad Arles, oggi riacquistano una nuova visibilità, ben oltre la campagna zurighese dove il loro autore sostiene di averle scattate. Link
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