venerdì 19 settembre 2025

Meteorite cade sulla spiaggia di Scalea: il 48° ritrovamento in Italia

Meteorite cade sulla spiaggia di Scalea: il 48° ritrovamento in Italia

Era la notte dell’11 settembre 2024 quando qualcosa di straordinario ha attraversato il cielo sopra la Calabria. Un meteorite di piccole dimensioni, ma dal valore scientifico inestimabile, è precipitato sulla spiaggia di Scalea, in provincia di Cosenza, a pochi metri da uno stabilimento balneare. Ad assistere in prima persona allo spettacolare evento è stato Maurizio Sassone, proprietario dello stabilimento, che ha visto il piccolo “sasso spaziale” impattare con la battigia alle 00:34, nel silenzio della notte. Nonostante la sorpresa, ha avuto la prontezza di immortalare il momento con alcune fotografie, raccogliendo poi con cura il meteorite e parte della sabbia circostante, senza alterarne la posizione.

Il meteorite misura circa 7 cm di lunghezza per 4 cm di larghezza e pesa 190 grammi. La sua colorazione marrone, con una patina bianca finissima sulla superficie, racconta una storia che inizia 4,5 miliardi di anni fa: l’età stimata coincide infatti con quella del nostro Sistema solare. Dalle analisi è emerso che si tratta di una condrite ordinaria, una tipologia piuttosto comune tra i meteoriti rocciosi ritrovati sulla Terra, che rappresenta circa il 90% dei frammenti recuperati. Tuttavia, in Italia, ogni ritrovamento è un evento: in oltre 500 anni, sono solo 48 i meteoriti identificati sul territorio nazionale. Una rarità dovuta non solo alla conformazione geografica dello Stivale – lungo e stretto, circondato dal mare – ma anche alle caratteristiche ambientali e urbanistiche, che spesso rendono difficile l'individuazione di questi oggetti.

Dalle spiagge calabresi ai laboratori scientifici. Il meteorite è stato analizzato a partire dal Laboratorio Meteocert del Sistema Museale dell’Università di Firenze, per poi essere oggetto di uno studio condotto da un team multidisciplinare: ricercatori del Museo “La Specola” e del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Firenze, l’Istituto di Astrofisica e Planetologia Spaziali (IAPS) dell’INAF, l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e il Dipartimento di Fisica dell’Università di Trento.

Coordinati dal professor Vanni Moggi Cecchi, gli scienziati hanno eseguito numerose analisi, a cominciare da un esame al microscopio stereoscopico, che ha confermato la natura extraterrestre del frammento. Tra i segni più evidenti del suo viaggio spaziale: una crosta di fusione generata dall’attrito nell’atmosfera terrestre, piccole crepe superficiali e tracce di ablazione, tipiche dei corpi celesti che attraversano l’atmosfera ad altissima velocità.......

Una composizione che racconta l’origine del meteorite. Le analisi chimiche hanno rilevato la presenza di olivina, ortopirosseno bronzitico, plagioclasio albitico e calcite. Sono stati individuati anche piccoli cristalli verdi e bianchi. La polvere bianca presente sulla superficie esterna, secondo gli studiosi, sarebbe riconducibile all’impatto con la sabbia umida della battigia. Tutti questi elementi confermano l'appartenenza del meteorite alla classe delle condriti ordinarie, originarie della Fascia Principale degli Asteroidi, tra Marte e Giove.

Negli ultimi anni, grazie alla rete PRISMA dell’INAF (che sfrutta una rete di videocamere per monitorare il cielo italiano), è stato possibile individuare nuovi meteoriti in arrivo dallo spazio, migliorando sensibilmente le possibilità di recupero e studio. Il caso di Scalea rappresenta un esempio virtuoso di collaborazione tra cittadini e mondo scientifico, che fa ben sperare per il futuro della ricerca meteoritica in Italia.

Lo studio sul meteorite di Scalea è stato presentato al Congresso Nazionale Congiunto della Società Geologica Italiana (SGI) e della Società Italiana di Mineralogia e Petrologia (SIMP), tenutosi a Padova dal 16 al 18 settembre 2025. Il titolo della ricerca è: “A new Italian meteorite from Scalea, Cosenza: description and preliminary data”. Gabry58

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