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mercoledì 1 febbraio 2012

ESA STUDIA SCUDO SPAZIALE ANTI ASTEROIDE


L'Esa studia uno scudo spaziale anti-asteroide Investimenti di milioni di euro per difendere la Terra

 Impatto ipotizzato nel 2029. Il nome del piano d’attacco è NEOshield, che sta per Near Earth Objects Shield. Tre possibili soluzioni per deviarlo: colpirlo con una sonda o portarlo gravitazionalmente lontano dalla Terra. Infine, la più drastica, cambiargli traiettoria con cariche nucleari 

Roma, 30 gennaio 2012 - Uno scenario hollywoodiano, ma non tanto da essere considerato irrealistico dall’Esa. Per questo l’Agenzia spaziale europea sta valutando l’ipotesi dell’impatto di un corpo celeste sulla Terra e ha deciso di investire milioni di euro per proteggere il globo, ipotizzando tre diversi scenari e relativi strumenti per deviarne la traiettoria. Il nome del piano d’attacco è NEOshield, che sta per Near Earth Objects Shield, mentre l’asteroide in questione, dal diametro tra i 210-330 metri, sarebbe stato già battezzato Apophis: anno dell’impatto il 2029.Il primo scenario prevede di inviare una sonda spaziale che colpisca l’asteroide a tutta velocità; il secondo ipotizza invece la deviazione indiretta della traiettoria del corpo celeste, con l’invio di una sonda il più vicino possibile all’asteroide, con l’obiettivo di restargli al fianco per diversi anni e attirarlo gravitazionalmente lontano dalla Terra; il terzo scenario invece, il più controverso, rappresenta “l’ultima spiaggia”: consiste nel far esplodere una carica nucleare vicinissimo all’asteroide.In ogni caso, lo studio avviato dall’Esa non sembra essere una semplice esercitazione di stile, precisa Le Matin: “Il rischio che un asteroide incroci la traiettoria della Terra esiste ed è concreto”, affermava già nel 2008 Willy Benz, astrofiscio e presidente della commissione scintifica dell’Esa. Link

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